Ogni tanto un blackout ci sta. Non sprofondiamo nel disfattismo, ma l’importante è rispondere subito con una prestazione convincente all’occasione successiva. Proviamo a mantenere un po’ di ottimismo, eppure dal Sassuolo al Torino, passando per Verona, la Fiorentina è sempre andata sotto, subendo reti fin troppo facili da segnare per gli avversari e mostrando evidenti limiti nella tenuta del campo. Contro emiliani e veneti la reazione è arrivata, ieri invece la luce è rimasta spenta. Nemmeno l’elettroshock di Ikoné, che è parso davvero dotato di un voltaggio superiore, ha portato risultati, in una situazione da encefalogramma piatto.
 
SVARIONI IN SERIE – Biraghi, Quarta, Callejon, Igor: questi i colpevoli più evidenti nelle quattro reti del Torino, che sono però da imputare, in generale, alla mancanza di concentrazione e di grinta di tutto il pacchetto arretrato, centrocampisti e attaccanti compresi. Perché quando si difende si difende in undici. Il motto di Italiano è: “difendere bene, attaccare benissimo”, ieri non abbiamo visto niente di tutto ciò. Poca roba anche in attacco, dato che Bremer ha fatto vedere a tutti perché l’Inter lo vuole a tutti i costi azzerando letteralmente Vlahovic. E uno dei tanti campanelli d’allarme è anche rappresentato dal fatto che Terracciano è stato saltato per ben due volte, segno che il Torino non ha avuto difficoltà a penetrare la terza linea viola.
 
CONTROPROVA – Adesso il calendario mette di fronte il Genoa, probabilmente la squadra più in difficoltà delle venti di Serie A. Avversario ideale per resettare come già accaduto contro il Cagliari dopo Venezia e contro la Sampdoria dopo Empoli. Ci aspettiamo una reazione, soprattutto dopo che la società ha tempestivamente accontentato Italiano con i due giocatori che aveva richiesto. Il rinnovo di contratto con l’allenatore non dovrebbe essere assolutamente in discussione: i progressi rimangono eccezionali, non si può contestare una battuta d’arresto ogni mese e mezzo, però la sensazione è quella di avere una difesa troppo esposta agli errori individuali. Forse il filtro di Duncan è indispensabile? Castrovilli è tornato nell’anonimato che lo ha contraddistinto con sporadiche eccezioni dal gennaio 2020 fino a Verona, Maleh pare ancora un po’ leggerino. E l’unico bagliore di vita del Genoa, Mattia Destro, troverà spazio per i suoi guizzi. A meno che non si registri nel frattempo qualche meccanismo in più. O non si intervenga anche in difesa sul mercato: in teoria quello in entrata è chiuso, ma se Quarta e Igor a volte devono mandare in campo i fratelli scarsi e Nastasic continua a non dare garanzie…
 
MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO – Va di lusso che Roma e Lazio si sono fermate. Si sta delineando un triello per la Conference League, un obiettivo che, se raggiunto, sarebbe di tutto rispetto. Ma che, alla luce di certe serate gloriose, parrebbe pure un po’ poco. E allora, ci domandiamo un’altra volta: qual è la vera Fiorentina? Il Genoa, ma anche il Cagliari 6 giorni dopo, potranno spingere nuovamente verso l’alto la nostra considerazione, ma se poi la Lazio verrà a vincere a Firenze saremo punto e a capo. E in una stagione del genere, non approfittare delle evidenti difficoltà delle concorrenti sarebbe veramente delittuoso.
 



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