La partita che segue la sosta Nazionali è sempre difficile da analizzare. Abbiamo visto praticamente tutti i sudamericani partiti per le proprie rappresentative in panchina, a parte Torreira che ha avuto pure il Covid ma che non ha lo straccio di un sostituto in rosa. Prima era Vlahovic, adesso è l’uruguayano l’insostituibile. E quando Lucas stecca, come ha fatto ieri (e ci sta ogni tanto, specie se vieni da virus e viaggio intercontinentale), sono veramente dolori. A La Spezia mancheranno lui e Bonaventura. La mezzala destra di riserva, Benassi, è stata ceduta in prestito per accontentare la sua voglia di giocare, ma adesso avrebbe fatto comodo. Verrà adattato Castrovilli a meno di imprevisti, ma di questo Italiano si preoccuperà a suo tempo. Oggi è il giorno delle riflessioni post Lazio, e la prima non può che riguardare l’attacco.
 
ALLO SBARAGLIO – O allo sCabraglio. Il gioco di parole era troppo ghiotto, ma il punto è che le non perfette condizioni di Piatek (che tempismo…) hanno costretto Italiano a lanciare il nuovo attaccante. Risultato? Non pessimo, a dire il vero: qualche bella giocata, un’occasione che poteva essere meglio sfruttata, un’altra palla sfiorata nella ripresa vicino alla porta. Meglio di quanto aveva fatto Piatek a Cagliari. C’è margine per lavorare con l’uno e con l’altro, quello che non c’è è il tempo per colmare il vuoto lasciato da Vlahovic senza che intanto Roma e Lazio se ne scappino. E attenzione ad addossare tutta la “colpa”, per così dire, della sterilità offensiva a Vlahovic che non c’è più: vero che il serbo la metteva sempre dentro, ma è anche vero che per metterli dentro i palloni devono arrivare. E a Cabral un paio ne sono arrivati. Quindi l’ex Basilea è rimandato, e questa è solo una parte della spiegazione del tracollo di ieri. D’altra parte, se sbagliano solo gli attaccanti, le partite vanno a finire 0-0…
 
NON CI SIAMO – Italiano diceva sempre “Difendere bene, attaccare benissimo”. Sulla seconda ci siamo, o almeno c’eravamo fino alla gara col Genoa del 17 gennaio. Sulla prima… Non ci siamo mai stati. Ieri la prova della difesa è stata orripilante, con il solo Milenkovic a salvarsi grazie alla sua abilità singola e Nastasic a fargli da contraltare con degli errori da novellino. Immobile è un grande attaccante, ma farsi spostare in quel modo non c’entra nulla con la bravura dell’avversario. E’ solo un errore da matita blu, nulla da fare. Il serbo ex Schalke non era titolare in campionato da settembre anche a causa di un infortunio, e la sensazione è che anche senza noie fisiche rimarrà in panchina ancora a lungo. E gli esterni? Biraghi non è mai stato un laterale basso votato alla difesa, lo sanno tutti, mentre Venuti è attento ma quando il livello si alza a “Zaccagni” o simili va in difficoltà. Odriozola, ieri squalificato, se non altro rimedia con la velocità e al Picco lunedì prossimo sarà importante contro i veloci esterni di Thiago Motta. Anche Duncan, che di solito fa molto filtro, è mancato clamorosamente. La media gol subiti a partita si alza a 1,4, che è troppo per l’Europa, ma che ancora non spiega del tutto perché la Fiorentina non è più all’altezza di essa.
 
ROSSO DI SERA… – Europa si spera. Non rimane che la speranza, perché 7 espulsioni in 23 giornate sono un dato non da squadra “mentalizzata” come ha affermato Torreira nei giorni scorsi. C’è un problema di nervi, forse dato dalla consapevolezza di essere capaci di fare grandi cose ma di non riuscirci molte volte. L’ultima settimana di mercato ha esposto il gruppo a grandissime dosi di stress, e le ultime due partite sono state entrambe concluse in dieci uomini. Diventa ora fondamentale vincere il recupero con l’Udinese (posto che si giochi, altrimenti tanto meglio perché sarà 3-0 a tavolino), e metterci meno tempo possibile per inserire uno tra Cabral e Piatek nel meccanismo. O magari adattare il meccanismo a uno dei due. In bocca al lupo a Italiano, atteso adesso dalla più grande delle sfide affrontate in carriera.
 



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