Francesco Totti è stato presentato oggi come ambasciatore globale di Digitalbits, sponsor della Roma. L’ex capitano giallorosso però ha deciso di dividere le due cose. “La Roma in questo contento non c’entra niente, a parte essere lo sponsor della Roma. Totti, Roma e Digitalbits sono cose diverse. Parlare di Roma c’è sempre grande emozione, da tifoso dico che non stiamo passando un grande momento. Siamo abituati in queste annate così, altalenanti, ma io sono sicuro che sia la società che il mister vogliono far tornare a gioire i tifosi. Penso che una città come Roma meriti rispetto, palcoscenici importanti. Diamo tempo, sperando sia ristretto, per tornare anche in campo internazionale.

Sul futuro.
“Non so come sarà, cosa mi riserverà, tramite Digitalbits potrò parlare con la società, ma sono cose totalmente diverse. Questa è una cosa molto importante per me, per loro, ci siamo subito trovati. Penso faremo un percorso bellissimo.

Sulla Nazionale.
“Due o tre mesi fa eravamo a festeggiare, qui, quindi stiamo parlando di una squadra top. I ragazzi di mister Mancini ci hanno fatto risalire sul tetto d’Europa. Ora, con questi benedetti spareggi, non sempre ci dice bene. Con l’organico che abbiamo… Noi dobbiamo spingerli, i Mondiali senza Italia sarebbe un disastro per tutti. Noi in primis vogliamo che questa squadra ci porti sul tetto del Mondo”.

Sulla sensazione di ritornare a vedere la Roma.
“Sicuramente è una sensazione diversa, dopo due anni che non andavo allo stadio a vedere la Roma. Effetto particolare, perché poi c’ero stato durante Italia-Svizzera. Quando c’è la Roma ti senti a casa, sentire il tifo, la gente, tutto quello che è trascorso in trent’anni. Sono sensazioni che percepisci solo tu, internamente. Emozione grandissima, ringrazio i tifosi per l’accoglienza di ogni giorno, non solo allo stadio ma anche fuori”.

Ancora sulla Roma.
“Ho già detto tutto sulla Roma. Quando si deve fare il passo importante vuol dire che hai tante cose che ti possono aiutare a ottenere ciò che vorresti. Per vincere servono i giocatori, un allenatore importante, una società che aiuti e ti faccia sentire a casa. Però la cosa primaria, come sappiamo tutti, sono i calciatori. È una necessità, la base. Non voglio disprezzare la squadra di ora, perché come rosa è importante, certo non ci sono i campioni”.

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