Al contrario di Sarri, Milinkovic l’ha detto chiaramente: “Non siamo contenti, dovevamo vincere. È un’occasione sprecata”. Il Sergente non ci ha girato intorno e ha detto le cose come stanno. Perché la Lazio – stanca per i supplementari di martedì e senza due titolari, Acerbi e Pedro – non è riuscita a strappare i tre punti all’Atalanta che invece era senza parecchi titolari e aveva vissuto una vigilia difficile per il caos dei tamponi. Sarri alla vigilia aveva detto di non pensare alla Champions, ma la sua squadra, se ieri avesse vinto, avrebbe riaperto una corsa complicata e lunga. Poteva essere la notte del rilancio, è diventata quella del rammarico.

La difesa cresce, l’attacco si spegne
Detto che Gasperini non aveva a disposizione gente come Zapata, Muriel e Malinovski, va sottolineata la buona prestazione della Lazio in fase difensiva. Ordinata e attenta. Risaltano i movimenti della linea a 4, che sta assimilando le idee e le richieste di Sarri. Nelle ultime 3 partite (Salernitana, Udinese e Atalanta) nessun gol subito: non era mai successo in stagione. “Stiamo in campo in maniera giusta, stiamo migliorando molto dal punto di vista tattico”, il commento di Sarri. Al contrario è stato l’attacco – fino a questa giornata il terzo migliore del campionato (46 reti) – a dar problemi nella notte all’Olimpico. Immobile mai pericoloso, Felipe Anderson spento e tutti gli altri poco brillanti. “I supplementari in Coppa Italia hanno inciso”, dice Sarri. Morale della favola? Poche insidie e zero gol. L’unica fiammata è di Zaccagni, che nella ripresa colpisce il palo con un destro secco da dentro l’area. Nonostante la caviglia dolorante è il migliore. Merita la Nazionale.

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