Da presidente a semplice tifoso Enrico Mantovani, figlio dell’indimenticabile Paolo, continua a seguire la Sampdoria e si reputa sempre molto fiducioso per il futuro: “Personalmente sono ottimista sul fatto che ci sarà un cambio societario per la Sampdoria. La salvezza ha reso le cose meno complicate. Io resto un tifoso ma non mi dispiacerebbe un domani dare una mano” ha detto a La Repubblica.

Mantovani era presente allo stadio: “Nei momenti particolarmente belli della vita, uno deve fare il massimo per goderseli tanto. Sapevo che avrei incontrato finalmente persone non stressate dopo tanti mesi di tensioni, si entrava in una zona Zen sotto tutti i punti di vista. E io mi andavo a godere questa zona Zen. Gli ultimi mesi sono andato a vedere tutte le partite in casa e ho fatto due trasferte. A inizio campionato andavo in tribuna d’onore, poi ho ritenuto più decoroso frequentare la gradinata Sud. C’è stata una serie di avvenimenti pazzesca e dopo essere stati vicini al baratro, l’ultima giornata ci siamo trovati allo stadio senza più preoccupazioni, cosa rara ultimamente. Così era normale che tutti avessero tanta voglia di festeggiare e lo stadio fosse pieno”.

Lo stadio adesso è tornato pieno: “Sinceramente in quei mesi mi sono sentito ripetere da moltissime persone: ‘Io sinchè c’è Massimo Ferrero allo stadio non ci vado piùì, non mi era mai capitata una cosa simile. Non critico quella scelta di tanti amici ma non ero d’accordo sul disertare lo stadio. Quanto è successo a Ferrero è stato molto destabilizzante per la società, qualcosa che non è facile gestire. Devo dire che è stata una mossa importante far arrivare Marco Lanna, inutile negarlo. Ferrero non è stato l’unico al comando, si capiva che c’era disaffezione generale. Se si fosse andati avanti così, sarebbe stata inevitabile la contestazione da parte della tifoseria”.

La svolta è arrivata con Lanna: “Una faccia che ti porta indietro nel tempo, è serio e ti dà sampdorianità, ha aiutato veramente tanto, l’ho sentito intorno a me. Poi lui non fa miracoli, ma è stato fondamentale. Sul piano tecnico io ho sempre pensato che la Sampdoria si sarebbe salvata, perché altre erano peggio. Il pareggio di Verona è stato la svolta”

E i prossimi passi ora? “Devono lavorare per il cambio di proprietà. Fortunatamente credo lo abbia capito anche Massimo Ferrero: su di lui ho sempre pensato che i risultati sul campo ci fossero stati anche, ma il danno di immagine prodotto non lo so quantificare. La cessione? Bisognava avere la certezza della permanenza in serie A, questo rende tutto più semplice. Sono ottimista. Non cedere al gruppo Vialli è stato il più grande errore di Ferrero. Io su Luca e Dinan non ho alcuna informazione per la quale possa dirmi ottimista o pessimista”.

Mantovani preferirebbe una proprietà italiana o straniera? “Se pensiamo alla famiglia Squinzi e al Sassuolo, stiamo parlando di un imprenditore di livello mondiale. È molto difficile. Per me una proprietà italiana sarebbe ideale, se pensiamo a chi guida Liverpool e Manchester, capiamo che al tifoso quello che interessa sono solo i risultati”. E un ritorno in Cda? “Sarei strafelice di poter dare ancora un contributo importante, ho vissuto metà della mia vita in mezzo ai tifosi. Non voglio fare il presuntuoso, ma ci sarebbe una capacità di comprensione reciproca tra me e il pubblico e forse potrei rappresentare in modo efficace a una proprietà anglosassone il punto di vista nostro di appassionati”.

In chiusura un commento su Giampaolo: “Sono sempre stato un suo sostenitore. Ha fatto esplodere giocatori su giocatori, ci ha regalato il miglior calcio del passato recente. Credo che i sampdoriani debbano ringraziarlo per come si è speso, ma anche lui debba ringraziare la Samp, visto che qui ha fatto benissimo come in nessun altro posto. Non conosco le dinamiche interne. Da ex presidente dico che un allenatore deve saper lavorare bene sul campo, ma pure interagire con presidente e ds. In questo senso il tecnico migliore che ho avuto è stato Eriksson”.



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