Sminuire la rimonta della Salernitana sarebbe assolutamente ingeneroso: in fondo ieri è arrivato il settimo risultato utile consecutivo (record storico in A per i granata), è stato agguantato un pareggio in rimonta e, in attesa delle concorrenti, si mantiene un +2 sulla zona retrocessione. Certo è, però, che sul più bello la compagine di Nicola è scivolata due volte sulla buccia di banana. Prima in casa col Cagliari, con gol di Altare a difesa schierata arrivato al 99′, poi ad Empoli con il penalty calciato malissimo da Perotti. Nessuna volontà di gettare la croce addosso al calciatore che, con carattere e sangue freddo, si era presentato sul dischetto assumendosi una enorme responsabilità. Ma, con bomber Bonazzoli in campo galvanizzato per la splendida rete in rovesciata, sarebbe stato doveroso lasciare a lui il pallone come accaduto, e con successo, contro Bologna e Venezia. Le lacrime dell’ex Roma, tuttavia, sono apparse sincere ed è stata necessaria una vera e propria invasione di campo da parte del tecnico Nicola per scuoterlo e consentirgli di chiudere la partita senza fossilizzarsi sull’accaduto. A questo punto, però, la Salernitana non è più artefice del proprio destino. Se anche un risultato positivo del Genoa a Napoli sarebbe del tutto ininfluente in virtù degli scontri diretti a favore, fa tremare la sfida di stasera tra Cagliari e Inter. I sardi, vincendo contro i nerazzurri, si porterebbero a +1 dai granata e chiuderebbero in casa del Venezia già retrocesso. In quel caso non resterebbe che tifare Fiorentina per il match di domani con la Sampdoria, ritrovatasi invischiata un po’ a sorpresa a differenza dello Spezia che si è ufficialmente tolto dai giochi.

Ieri anche le scelte dell’allenatore non hanno convinto. Riproporre Obi titolare dopo due mesi rinunciando alla spinta di Ruggeri è apparso un azzardo, così come è incomprensibile tenere in panchina il capocannoniere della squadra, tra l’altro in doppia cifra. Bonazzoli è imprescindibile per la Salernitana, Verdi invece incide maggiormente quando entra nella ripresa e sfrutta la stanchezza degli avversari. A parziale giustificazione ci sono anche le poche alternative a disposizione. Djuric è stato spremuto e ha avuto un fisiologico calo di rendimento perchè sia Mousset, sia Mikael non si sono rivelati all’altezza pur essendo costati al club oltre 1,2 milioni di euro. Nicola li ha bocciati, Sabatini ha commesso due errori e solo i gol della vecchia guardia consentono ancora di sperare nel miracolo salvezza. A questo punto bastava non prendere nessuno e tenere in rosa Gondo, giocatore generosissimo che aveva disputato un buon girone di andata e che è stato accantonato frettolosamente senza essersi assicurati una alternativa di valore superiore e che conoscesse la categoria. Ora, comunque, è inutile piangere sul latte versato. Con tutti i suoi limiti, la Salernitana ad oggi è salva e giocherà l’ultima partita in un Arechi da 30mila spettatori contro una Udinese tranquillissima. Se stasera l’Inter non perdesse a Cagliari, l’impresa sarebbe cosa fatta. Viceversa il rigore sbagliato e l’errata marcatura su Altare verranno ricordati a lungo da una tifoseria che, anche ieri, ha garantito 7000 tifosi in campo esterno .Ed è anche grazie a loro che la Salernitana ha pareggiato.

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