Febbre a novanta. È quella che agita l’alta classifica, ma preoccupa anche Stefano Pioli. Poche ore al big match di giornata, da un lato il Milan e dall’altro il Napoli. In palio, una fetta importante di scudetto, in una giornata che ha segnato il tentativo di volata dell’Inter e lo stop dell’Atalanta contro la Roma. I rossoneri devono fare i conti con la sindrome influenzale di Theo Hernandez e la febbre che ha colpito Alessio Romagnoli: sul francese, il tecnico emiliano si dice scettico, mentre l’italiano dovrebbe recuperare per essere in campo dal primo minuto. Un problema, gli infortuni, che per il Milan hanno ormai storia lunga: “Sono convinto che se ne avessimo avuti di meno – dice Pioli in conferenza stampa – avremmo potuto vincere lo scudetto”. Lo insegue ancora, si diceva, così come Luciano Spalletti. Se Atente piange, Sparta non ride: il tecnico azzurro deve fare i conti con l’emergenza difensiva, acuita dal fatto che Manolas sia già testa e corpo in Grecia. In avanti, da registrare anche il forfait di Insigne: “Ho approfittato della sua disponibilità – spiega Spalletti ai cronisti – anche Mario Rui non è convocato”. A complicare il quadro, la vigilia non certo serenissima di Ounas, rapinato da due malviventi sotto casa sua. Febbre a novanta, tensione alle stelle, tra le difficoltà: è una gara che vale tantissimo.

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