Da giocatore era un attaccante decisamente prolifico, ma anche da allenatore ha saputo farsi valere, quasi come quando terrorizzava i difensori avversari. Nato e cresciuto nel River Plate, Ramon Diaz sbarcò in Italia nel 1982 grazie al Napoli. Al San Paolo giocherà un solo anno, prima di passare il successivo triennio all’Avellino. Nell’86 fu acquistato, per 10 miliardi, dalla Fiorentina. In viola giocherà due stagioni, quindi ecco l’Inter e lo storico Scudetto dei record del 1988-1989. Il biennio successivo fu al Monaco, anticamera del suo ritorno in patria là dove tutto era cominciato, ovvero al River Plate. Con i Millonarios rimase altri due anni, prima di chiudere la carriera in Giappone nello Yokohama Marinos. Nel ’94 decise di appendere le scarpe al chiodo e dopo pochi mesi El Pelado, questo il suo soprannome, riuscì a sedersi sulla panchina del River. Un sogno, per lui che era uno dei primi tifosi del club argentino. Al River rimase per 7 anni, escludendo qualche mese di allontanamento nel 2000, e vinse tantissimo. Poi una breve avventura in Inghilterra, all’Oxford United, prima di tornare in patria al San Lorenzo. Quindi Independiente, ancora River e infine la panchina del Paraguay. In carriera ha vinto tantissimo: 4 campionati argentini, un campionato italiano, una Coppa di Francia e un Mondiale Under 20 da giocatore. Da allenatore, 7 campionati argentini, una Copa Libertadores e una Supercoppa Sudamericana. Oggi Ramon Diaz compie 62 anni.
Sono nati oggi anche Steve Clarke, Alessandro Calori, Thomas Tuchel, Nicola Amoruso, Jon Dahl Tomasson e Celestine Babayaro.



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