Weekend dolcissimo in casa Pro Vercelli: il 2-0 contro la Juventus Under 23, nella partita valida per il 23° turno del Girone A di Serie C, ha proiettato le Casacche Bianche al sesto posto in classifica a quota 28, agganciando proprio i bianconeri. Il match si è deciso nei primi minuti di gioco, col risultato che premia l’atteggiamento subito aggressivo dei padroni di casa. E’ bomber Comi a portare in vantaggio la Pro, con un gran destro in acrobazia al minuto numero 5: lo spettacolare colpo mancino di Della Morte fissa il raddoppio tre giri di lancetta più tardi. Nel post partita Gianmario Comi e il tecnico Franco Lerda hanno raccontato a caldo le loro sensazioni dopo un successo così atteso e importante. 

COMI: “IL GOL MI RIPAGA DEI TANTI SACRIFICI FATTI”

  • Il gol dell’1-0 è stato fondamentale nell’aprire la strada al successo della Pro Vercelli e Comi ne è consapevole. “Si tratta di una rete importante, anche perché arrivavo da un mese e mezzo in cui ho avuto prima dei problemi fisici, poi il Covid. Ho messo tutto me stesso, facendo tanti sacrifici, per poter essere in campo nelle migliori condizioni e nel più breve tempo possibile. Sono contento per questi tre punti”.
  • L’arrivo di Lerda ha avuto senza dubbio un impatto positivo. “Ci tengo a ringraziare Beppe Scienza – precisa Comi – ho grande stima in lui. Quando si cambia allenatore è sempre una sconfitta per tutti, ma a pagare è sempre una sola persona. E’ stato un cambio che ci ha dato qualcosa, è sotto gli occhi di tutti. In campo si stanno vedendo intensità e coraggio: siamo molto aggressivi e il fatto di non prendere gol per noi fa tanto. E’ questo il credo che ci sta trasmettendo il mister: lavoriamo tanto su atteggiamento, attenzione, determinazione e mentalità“.
  • La Pro, adesso, è sesta in classifica. “Conosco molto bene questo campionato – ribadisce la punta – non bisogna mai mollare: basta sbagliare due partite per ritrovarsi nel calderone. Bisogna essere determinati, concentrati e pensare partita per partita: non dobbiamo lasciare nulla al caso”. Chiosa finale sul potenziale rigore scaturito dal contatto con Israel (portiere della Juve Under 23) alla mezz’ora del primo tempo. “Ho spostato la palla e mi ha agganciato: dal mio punto di vista è stato eclatante. Anche gli arbitri però possono sbagliare, così come noi giocatori. Sono in ogni caso felice per gol e vittoria”. 

 

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LERDA: “ABBIAMO INTERPRETATO MOLTO BENE LA GARA”

  • L’allenatore della Pro Vercelli, Franco Lerda, non nasconde la soddisfazione a fine gara. “Siamo partiti forte e aggressivi, passando immediatamente in vantaggio con Comi e replicando con Della Morte, riuscendo sempre a tenere il baricentro molto alto. Questo per noi è importate: dispiace soltanto non aver chiuso il primo tempo con tre gol di vantaggio, c’era un penalty incredibile (fallo su Comi, ndr) che hanno visto tutti e la partita avrebbe potuto chiudersi. Nel secondo tempo è arrivata anche l’inferiorità numerica, però sono stra contento dei ragazzi che stanno lavorando bene: vittoria meritata”. 
  • La ricetta per la risalita è fatta di applicazione e lavoro mentale. “I moduli sono importanti, ma conta come vengono applicati. Abbiamo il nostro modo di giocare a calcio, con principi da seguire a seconda di dov’è la palla e di chi incontriamo. I ragazzi stanno lavorando bene e questo è importante: dispiace solo di aver subito troppi gialli in una partita del genere, sperando poi che Bunino non abbia un infortunio serio. Quando succedono queste cose sono sempre dispiaciuto”.
  • Sui possibili rinforzi provenienti dal mercato, sottolineando anche le assenze di Cristini, Gatto e Vitale per squalifica contro il Trento: “Queste cose vanno chieste al d.s. Alex Casella, io mi occupo di quello che deve succedere in campo. Posso dire quello che voglio, ma alla fine è la società a decidere, tenendo conto di varie situazioni: prenderanno le decisioni giuste”.
  • La Pro ha subito un solo gol nelle ultime 4 gare, evidenziando l’importanza di curare la fase difensiva: “E’ fondamentale, quando subisci una rete devi farne due per vincere: è questione di equilibrio. Da quando sono qui abbiamo adottato un certo tipo di lavoro per cui cerchiamo di stare il più possibile lontano dalla nostra porta. Questo può dare dei vantaggi, perché gli avversari hanno più strada da fare. Dobbiamo continuare a credere a quello che facciamo, tenendo sempre un atteggiamento propositivo“. 
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Giorgio Tosto

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