L’ex nazionale francese Nasri racconta a Canal Plus un curioso retroscena legato a Roberto Mancini: “A quattro giorni dalla fine del campionato, abbiamo affrontato il Wolverhampton. Io giocavo dalla sua parte e lui non ha smesso un attimo di parlare. Nel primo tempo gli ho detto: “Smetti di parlare. Non sei alla Play Station. Se non gioco bene, cambiami ma smettila di parlarmi”. Torniamo negli spogliatoi a fine tempo e io mi ero già tolto gli scarpini. Avevo accanto Yaya Touré e gli dissi che se mi avesse detto qualcosa, avrei lanciato una scarpa contro Mancini. Pensavo che sarei uscito di lì a poco ma invece mi lasciò in campo e segnai un gol. Poi in allenamento iniziò ad offendermi in italiano e io, che lo capivo, gli risposi. Lui mi cacciò dall’allenamento e io andai via lanciando la pettorina. Sono andato nel suo ufficio ma non c’era, poi l’ho trovato a fare pesi. Volevo discutere ma lui mi disse che, essendo entrambi incazzati, non sarebbe venuto fuori niente di buono da una discussione. Io ho insistito, lui ha provato a prendermi il braccio ma io gli ho gridato che non ero come Balotelli, con cui faceva di continuo questo tipo di cose. Abbiamo litigato ancora. Poi abbiamo fatto pace quando una volta dividemmo l’aereo per fare ritorno a casa. Abbiamo collaborato anche la stagione successiva e in seguito ha provato a portarmi sia all’Inter che allo Zenit, perché lui non sopporta le persone false e invece apprezza quelle sincere. Non avevo problemi e da quei giorni, siamo sempre andati d’accordo”.



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