La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna propone la moviola di Milan-Juventus. Questo ciò che scrive il quotidiano sulla direzione di Marco Di Bello: “L’arbitro […] è parso più sicuro di sé negli episodi accaduti dentro l’area che in quelli avvenuti fuori. Al 3’ Calabria si infila proprio nell’area juventina tallonato da Alex Sandro: il contatto esiste, ma non travolgente, poi il piede destro dello juventino impatta sulla gamba sinistra del milanista che però è già in caduta. Di Bello valuta l’intensità, il VAR non interviene, niente rigore e […] a Calabria viene fischiato fallo contro per aver preso il pallone con la mano. L’altro episodio avviene nella stessa area, ma nel secondo tempo e quindi con la Juventus in attacco: Messias rischia molto, cerca di contendere il pallone a Morata, ma impatta solo il polpaccio destro dello juventino. Apparentemente troppo poco per Di Bello per assegnare un calcio di rigore […]. Di Bello […] meno coerente fuori dalle aree: all’11’ sanziona giustamente con il giallo Leao che trattiene Cuadrado durante la ripartenza di un’azione promettente; non fa la stessa cosa, però, quando la medesima situazione la creano McKennie, Bentancur, Diaz e Cuadrado su Tonali. Corretti i gialli a Locatelli, Messias. Cuadrado (che alla fine non verrà ammonito) ha rischiato anche per una gamba alta su Theo in cui Di Bello ha dato vantaggio”.

In generale il giudizio che viene dato a Di Bello dal quotidiano è positivo con il voto di 6: due situazioni d’area che possono lasciare dubbi, ma sulle quali lui non ne ha anche per le direttive della Can contro i “rigorini”.

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