Giroud o Rebic, Rebic o Giroud. Ruota attorno a questo unico vero ballottaggio il dubbio residuo che Stefano Pioli si porterà dietro fino all’ultimo istante prima che il suo Milan scenda in campo a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, con ben due risultati a disposizione per mettere le mani sullo scudetto. Un enigma che l’allenatore rossonero non ha risolto e sul quale non ha voluto nemmeno fornire anticipazioni nel corso della conferenza stampa della vigilia, figlio della consapevolezza che soprattutto nelle ultime giornate il contributo di certi calciatori subentrati dalla panchina è stato prezioso per portare a casa le partite. E in tal senso la presenza dell’attaccante croato si è rivelato preziosa in questo finale di stagione, dopo un’annata ampiamente in chiaroscuro.

IL BALLOTTAGGIO – Appena 2 gol in stagione, tante partite saltate per una serie infinita di problemi fisici e i primi scricchiolii nel rapporto con Pioli e il Milan – che dopo la conclusione del campionato potrebbero portare a qualche valutazione – ma Rebic ha visto crescere in maniera importante il suo minutaggio nella sequenza di cinque successi consecutivi che potrebbe fare la differenza in chiave positiva nella corsa al tricolore. Dai 29 minuti disputati contro il Genoa ai 36 dell’ultima sfida con l’Atalanta, c’è in mezzo una ritrovata condizione fisica e una consapevolezza nei propri mezzi che sta facendo riflettere il suo allenatore sull’opportunità di rilanciarlo dal primo minuto (in campionato non succede addirittura dall’ottobre scorso). Le gerarchie sono tuttavia altrettanto importanti e Giroud ha dimostrato coi fatti di essersi meritato la maglia di centravanti titolare: pur senza avere statistiche da cannoniere – ha realizzato un solo gol nelle ultime 9 presenze e resta ad una segnatura dalla doppia cifra – il francese si è fatto apprezzare per il suo carisma e lo spirito di sacrificio all’interno di un meccanismo che funziona alla perfezione pur finendo per penalizzarlo a livello di coinvolgimento. Oltre ad aver messo lo zampino in vittorie dal peso specifico enorme come quelle contro Inter, Napoli e Lazio. SPEEDY LEAO – Per un dubbio che resiste e che verrà superato solo al termine della riunione tecnica, per il resto Pioli appare intenzionato ad affidarsi ai soliti noti, a quei calciatori che lo hanno portato a 90 minuti dal coronamento di un sogno: davanti a Maignan, linea a 4 con Calabria, Kalulu, Tomori e Theo Hernandez, mediana nelle mani di Kessie e Tonali e Saelemaekers e Krunic a completare il terzetto di trequartisti che avrà ancora una volta in Rafael Leao il suo elemento di spicco. Tre reti ed altrettanti assist nelle ultime 5 partite e quel senso di onnipotenza che lo stanno eleggendo come uno degli uomini simbolo di questo Milan: senza dimenticare quel piacevole precedente contro il Sassuolo, proprio al Mapei Stadium della passata stagione: era il 20 dicembre 2020 e dopo appena 6 secondi dal calcio di inizio, il portoghese realizzava la rete più rapida nella storia della Serie A. Dubbi e certezze a poche ore dalla partita della verità: il Milan cerca i gol per mettere le mani sullo scudetto numero 19.



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