Scansuolo, recitano i social, che appena possono emettono sentenze. La Juventus ha chiuso per Manuel Locatelli, approdato a Torino; l’ha fatto per sfinimento, quello del Sassuolo dopo una trattativa lunghissima che aveva una sola vera certezza: tutti sapevano che sarebbe andata in porto, a un certo punto. Il problema era capire come. Da questo punto di vista, Juve e Sassuolo, al netto delle facili ironie, hanno trovato una formula che mette d’accordo tutti. In primo luogo, e forse è la cosa più importante, lo stesso Locatelli: la volontà, ferrea, del centrocampista di vestire la maglia della Vecchia Signora è stata la pietra angolare su cui si è costruita una negoziazione che alla fumata bianca, proprio per questo motivo, ci è arrivata anche perché nessun altro approdo avrebbe soddisfatto le parti sedute al tavolo da mesi.

Le condizioni della Juve e quelle del Sassuolo. Erano chiare da tempo, e infine l’affare s’è fatto con buona soddisfazione di entrambi i club. Il problema non è mai stata la valutazione: dall’Arsenal gli emiliani avrebbero magari spuntato qualche soldo in più, ma 35 milioni è una somma che sin dal primo giorno è stata giudicata quella giusta. Piuttosto, i bianconeri volevano che questi soldi uscissero in maniera dilazionata e dilatata nel tempo. Di più, ne avevano necessità. I neroverdi, viceversa, che il loro arrivo fosse certo e non se ne dovesse ridiscutere più avanti. Detto fatto: ci è voluta un po’ di fantasia, qualche rifiuto che non era certo un sì ma nemmeno un autentico no, ecco alla fine il prestito biennale gratuito con obbligo di riscatto, senza condizioni. Quanto al pagamento dilazionato, così fan tutti.

E vissero felici e contenti. Il lieto fine è scritto: tutti sorridenti, ognuno rinunciando a qualcosina (Juve a infilare una contropartita, Sassuolo ad avere tutto e subito), ma nel complesso raggiungendo l’obiettivo. È il bello di un’operazione che quanto a fantasia e creatività finanziaria è un piccolo capolavoro. L’inghippo, visto da un altro punto di vista, è che in questo modo la bolla si gonfia. Il Sassuolo può contabilizzare soldi che vedrà arrivare nel giro di sei anni; la Juventus spende domani per comprare oggi e presto o tardi dovrà onorare l’impegno. È un modo per rimandare i problemi, quasi una messa cantata senza soldi, almeno non nell’immediato. Senza farsi mancare, trattandosi di un calciatore che per i prossimi anni non sarà davvero dell’una e non sarà davvero dell’altra, un pizzico di sana nostalgia per le care vecchie comproprietà, oggi bandite ma che per anni hanno fatto felici parecchi club italiani. Come tanti affari delle ultime stagioni, non solo della Juventus e non solo del Sassuolo, lì dove non arriva la liquidità ci pensa tanta, forse troppa, fantasia.



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