L’Inter doveva conquistare la Coppa Italia e l’Inter l’ha vinta. La Juve doveva chiudere a zero titoli (non accadeva da undici anni) e così è stato. A volte basta leggere qualche ora prima degli eventi Calciomercato.com e chi vi scrive per sapere come andranno a finire le partite. Questione di competenza, ma anche di coerenza. Due qualità così rare che nemmeno i lettori più attenti le sanno riconoscere.

Più che vinta da Simone Inzaghi (che, comunque, lo batte sempre), la finale l’ha persa ancora una volta Massimiliano Allegri. L’ha persa quando la stava vincendo (2-1) e a ventiquattro minuti dalla fine (un’eternità) è passato alla difesa a cinque mandando un messaggio negativo alla squadra. Infatti, da quel momento in avanti, la Juve si è abbassata, poi si è chiusa in area e alla fine, anche se in circostanze non propriamente chiarissime (il rigore su Lautaro è più che dubbio), ha subìto il pareggio dal dischetto quando mancavano solo dieci minuti alla fine. Purtroppo per la Juve e gli juventini, Allegri è così. Convinto com’è del solo valore del risultato, quando perde dice che è il calcio e che, in fondo, bisogna stare calmi. Senti chi parla. Uno che ieri notte ha cercato per tutta la gara lo scontro con Farris (un altro bel tipo, il secondo di Inzaghi) per poi farsi espellere, in piena crisi di nervi, dopo il quarto gol dell’Inter.

Tutto questo raccontato e premesso, non sono convinto che l’Inter abbia meritato pienamente. Intanto ha avuto bisogno di due rigori (il secondo, per la verità, nettissimo e assegnato dal Var), poi si è fatta rimontare con grande facilità (due gol in tre minuti), infine ha segnato grazie alle iniziative dei singoli (Barella e Perisic due gol simili), non certo di squadra.

Finale equilibrata molto più di quel che dica il punteggio (2-4), confermata dalla necessità di ricorrere ai tempi supplementari, come era successo in Supercoppa. Anche in quel caso aveva vinto l’Inter di Simone Inzaghi, una sorta di castigamatti di Allegri. Ma, come detto, se già la vita non fosse abbastanza dura, Allegri se l’è complicata con decisioni cervellotiche (la difesa a 3) e cambi inopportuni (Locatelli non poteva giocare, meglio tenere Zakaria o spedire in campo Arthur).

Insomma, per me, la Juve che, al termine dei 93 minuti di gara, aveva tirato di più nello specchio della porta (8-5), ha perso una grande occasione. Sia perché aveva ribaltato con Morata (leggera deviazione su tiro di Alex Sandro) e Vlahovic (splendido contropiede avviato da Morata, acceso da Bernardeschi e rifinito da Dybala) all’inizio di ripresa, sia perché, dopo il gol di Barella (7’), l’Inter non era più esistita. In serie hanno avuto l’occasione del pareggio Dybala (due volte, la seconda clamorosa), Vlahovic (grande conclusione deviata in angolo da Handanovic), Bernardeschi e De Ligt.

Era sembrato che Allegri gettasse la prudenza alle ortiche al 40’ quando, complice un infortunio a Danilo, ha buttato in campo Morata, mantenendo l’iniziale 4-4-2 ma con Cuadrado terzino, Bernardeschi e Morata sugli esterni (lo spagnolo a sinistra), Dybala e Vlahovic davanti. Uno schieramento che ha pagato subito visto che, tra il 49’ e il 52’, la Juve ha pareggiato e sorpassato. L’Inter ha avuto una reazione più nevratile che fisica, più di testa che di gambe. Comunque Perisic ha portato subito un paio di minacce e, dopo Chiellini su Perisic, anche Perin ha deviato un tiro pericoloso di Darmian. I cambi di Inzaghi (Dimarco per D’Ambrosio, Correa per Dzeko, Dumfries per Darmian) hanno portato più vivacità in ragione di due situazioni: la posizione altissima di Dumfries e la riluttanza della Juve ad attaccare ancora per cercare il terzo gol.

Il suo allenatore, rinnegando le mosse precedenti, ha prima inserito Bonucci (per Bernardeschi) e il convalescente Locatelli (per Zakaria), per poi lasciare che la Juve arretrasse di almeno venti metri dietro un’immaginaria linea Maginot. Così, dopo avere sprecato un contropiede con Morata (inserimento di Bonucci, di testa, impatto sfiorato di poco), è nato (79’) il rigore dell’Inter: cross di Dumfries da destra, sponda aerea di Perisic e palla a Lautaro che ha fintato su De Ligt e Bonucci e poi si è lasciato cadere. Valeri non ha avuto dubbi e il Var non ha eccepito. Dal dischetto (80’) Calhanoglu ha messo all’incrocio e la partita, per la Juve, è finita lì. Chiellini, infatti, subito dopo è stato sostituito da Arthur (la panchina ridotta, però, non è una colpa di Allegri) e all’inizio del supplementare Pellegrini (un calciatore davvero modesto che, secondo me, fatica a giocare in serie A) ha sostituito Alex Sandro. Dall’altra parte via Lautaro (scioccamente polemico con Inzaghi) e dentro Sanchez, fuori Calhanoglu e avanti con Vidal.

L’equilibrio, già reso precario dai cambi della Juve (sul 2-3 sarebbe uscito anche Dybala per l’enigmatico Kean), è stato spezzato dal rigore, questo sì netto, di De Ligt sul suo connazionale De Vrij. Il bello (o il brutto) è che Valeri ha visto quel che forse non c’era (il primo) e questo, limpido come l’acqua, l’ha fischiato solo dopo il richiamo del Var. Perisic (98’) l’ha trasformato e la Juve è crollata. Tre minuti dopo, infatti, ancora Perisic, nella stessa porta in cui aveva segnato Barella e con una conclusione simile, ha fatto quattro e chiuso i conti. La Juve resta senza nulla in mano, l’Inter con due coppe nazionali. Il Milan, forse, si prenderà il premio più grande. Ma mancano ancora due partite e l’idea di un mini-triplete nazionale, con Simone novello Mourinho, non è del tutto tramontata.

IL TABELLINO

Juventus-Inter 2-4 dts (2-2)

Marcatori: pt 6′ Barella (I); st 5′ Morata (J), 7′ Vlahovic (J), 35′ Calhanoglu rig. (I); pts 9′ Perisic rig. (I), 12′ Perisic (I).

Juventus (4-4-2): Perin; Danilo (41′ pt Morata), De Ligt, Chiellini (39′ st Arthur), Alex Sandro (1′ pts Pellegrini); Cuadrado, Zakaria (21′ st Locatelli), Rabiot, Bernardeschi (21′ st Bonucci); Dybala (10′ pts Kean), Vlahovic. A disp. Szczesny, Pinsoglio, Aké, Rugani, Nicolussi Caviglia, Miretti. All. Allegri.

Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio (18′ st Dimarco, 11′ sts Bastoni), De Vrij, Skriniar; Darmian (18′ st Dumfries), Barella, Brozovic, Calhanoglu (45′ st Vidal), Perisic; Dzeko (18′ st Correa), Martinez (45′ st Sanchez). A disp. Cordaz, Radu, Gagliardini, Ranocchia, Gosens, Caicedo. All. Inzaghi.

Arbitro: Valeri di Roma.

V.A.R.: Di Paolo di Avezzano.

Espulso: pts 14′ Allegri (J).

Ammoniti: st 10′ Brozovic (I), 38′ Allegri (J), 47′ Locatelli (J); sts 14′ Vidal (I).



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