Cinque marcatori diversi (Perisic, Dumfries, Sanchez, Lautaro e Gagliardini) per la più schiacciante (ma anche la più facile) delle vittorie. L’Inter umilia la Salernitana (5-0), rinsalda il primo posto in classifica (+4 sulla seconda) e vede addirittura la possibilità di essere campione d’inverno con un turno d’anticipo, se domenica il Milan fosse sconfitto dal Napoli e oggi l’Atalanta non dovesse superare la Roma. Difficile perché a Bergamo, secondo me, finirà con un’altra mattanza a vantaggio degli uomini di Gasperini.

Al contrario, la squadra senza padrone e senza futuro – la Salernitana, appunto – che dovrebbe essere estromessa dal campionato fra tre giorni se solo le norme federali valessero ancora qualcosa, finirà la stagione per onor di firma. Ultima è e ultima rimarrà, farà qualche punto con squadre male in arnese della sua stessa qualità, lasciando Cagliari, Genoa e Spezia (sempre che qualcun altro, come Venezia o Udinese, non sprofondi) a scannarsi per evitare gli altri due posti che conducono alla Serie B. 

L’Inter è forte, sta bene e, questa volta, non ha frenato (sul 3-0 era finito anche ciò che non era mai cominciato). Così ne è venuto fuori un punteggio macroscopico che ha seppellito la Salernitana e, purtroppo, che non è nemmeno casuale. Anzi, di qui alla fine, intaccherà la credibilità dell’intero campionato. La colpa non è della Salernitana, una società che non c’è più perché lasciata dal suo illegittimo proprietario (Claudio Lotito) e priva di ogni offerta d’acquisto, ma di Federazione prima e Lega poi che, rispettivamente, l’hanno ammessa e adesso vogliono mantenerla in serie A, solo grazie ad una proroga che altri non è se non una violazione.

La partita non c’è mai stata perché l’Inter ha fatto quel che ha voluto dall’inizio alla fine, compresi qualche altro gol mancato e un paio di contropiede azzerati per troppa fretta. In vantaggio al 10’ con Perisic, testa, da calcio d’angolo di Calhanoglu, uno dei migliori in campo, che avrebbe meritato almeno un gol dopo un paio di assist, la squadra nerazzurra – schierata secondo il solito 3-5-2 con D’Ambrosio per Skriniar in difesa e Sanchez per Lautaro in attacco – si è insediata nella metà campo avversaria in larghezza e profondità. 

Non è stato solo un dominio, ma uno spadroneggiare assoluto negli spazi che una malaccorta Salernitana lasciava, nonostante una difesa a tre che sarebbe dovuta diventare a cinque (mai accaduto) e un centrocampo folto (Delli Carri, Kastanos, Obi, Coulibaly e Ranieri) di poco spessore, poca corsa e nessuna qualità.

L’Inter, sia nel primo che nel secondo tempo, ha sfondato sul versante destro, dove Dumfries ha prima impegnato Fiorillo in una grande deviazione a terra e poi (33’), servito da Dzeko, ha messo il pallone sotto la traversa prima che la palla ribattesse oltre la linea. Gol convalidato da Mariani con la tecnologia, al culmine di un’azione straordinaria. Iniziata da Brozovic (profondità), rifinita da Dzeko (ampiezza) e chiusa dall’olandese alla grande. Tutto di prima e tutto con una facilità di tocco strabiliante.

Come sarebbe potuto ragionevolmente cambiare un confronto del genere?  Forse se l’arbitro avesse espulso Barella per un fallo pericoloso su Gagliolo (era da Var, non solo da giallo). Forse se Obi (29’) non si fosse fatto ribattere da dentro l’area del portiere da Handanovic, un superbo invito di Ribery. Ma, nonostante queste teoriche possibilità, l’Inter sarebbe tornata avanti comunque. Al 40’, per esempio, Fiorillo è uscito a vuoto su un angolo e Dzeko, da solo e di testa, ha messo fuori. 

La Salernitana, poco equilibrata e poco corta, ha continuato a correre pericoli anche ad inizio di ripresa (48’, palo esterno di D’Ambrosio, dopo assist di tacco di Barella) fino a quando (51’) l’Inter si è presa definitivamente la vittoria con l’azione migliore della partita. Avviato da Calhanoglu, il contropiede è stato concluso da Sanchez. Ma, all’interno di questo sviluppo, c’è stato prima un dialogo Dzeko-Calhanoglu e poi l’ultimo tocco del turco a beneficio del cileno. Un autentico capolavoro geometrico.

A quel punto (56’) sono rimasti i cambi. Simone Inzaghi ha avvicendato Barella, Bastoni e Sanchez con Vidal, Dimarco e Lautaro Martinez. Dall’altra parte (61’) Djuric per Simy e Schiavone per Kastanos. Poi (71’) Gondo per Ribery e Jaroszynski per Ranieri. Il penultimo ingresso interista (72’) ha riguardato Gagliardini per Brozovic. L’ultimo (78’) Kolarov per Perisic.

Proprio due nuovi entrati (Lautaro Martinez e Gagliardini) hanno segnato gli altri due gol. La Salernitana, invece, ha chiuso con colpo di testa fuori (Djuric). Così l’unico tiro in porta è stato quello di Obi nel primo tempo. Calcisticamente parlando, uno strazio.

IL TABELLINO
Salernitana-Inter 0-5 (primo tempo 0-2)

Marcatori: 11’ Perisic, 33’ Dumfries, 7’ st Sanchez, 32’ st L. Martìnez, 43’ Gagliardini

Assist: 11’ Calhanoglu, 33’ Dzeko, 7’ st Calhanoglu, 32’ st Gagliardini

SALERNITANA (5-3-1-1): Fiorillo; Delli Carri, Gyombér (35′ st Zortea), Bogdan, Gagliolo, Ranieri (26′ st Jaroszynski); Obi, Kastanos (16′ st Schiavone), L. Coulibaly; Ribéry (26′ st Gondo); Simy (16′ st Djuric). A disp: Belec, Guerrieri, Jaroszynski, Di Tacchio, Kechrida. All: Colantuono

INTER (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Bastoni (11′ st Dimarco); Dumfries, Barella (11′ st Vidal), Brozovic (26′ st Gagliardini), Calhanoglu, Perisic (33′ st Kolarov); Dzeko, Sanchez (11′ L. Martìnez). A disp: Radu, Vecino, Sensi, Ranocchia, Zanotti, Skriniar, Satriano. All: S. Inzaghi

Arbitro: Mariani di Aprilia

Ammoniti: 18’ Barella (I), 8’ st Gyombér (S), 30’ st Calhanoglu (I)



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