La Juve fa la solita figuraccia di fine campionato (zero tiri in porta, una partita flaccida con De Ligt terzino destro, Pinsoglio per Perin nella ripresa e Vlahovic in campo nell’ultimo quarto d’ora), mentre la Fiorentina vince (2-0) e, dopo cinque anni, torna in Europa. Non sarà la Champions né l’Europa League, ma il settimo posto regala la seconda edizione della Conference, terza competizione dell’Uefa, l’ultimo biglietto buono per viaggiare in terza classe senza per questo sentirsi declassati. Chi deprezza la Conference League non ha memoria storica e capisce poco di calcio. Anche la Coppa delle Coppe era la terza manifestazione dell’Uefa ed è stata pure abolita perché si cercava maggiore competitività, ma non è che le squadre che l’hanno fatta e magari vinta (vedi la Lazio) si vergognano di quella conquista. La Conference è un torneo lungo e faticoso come l’Europa League cui partecipa la settima classificata nei diversi campionati. Ma arrivarci è un titolo di merito, non un premio di consolazione. Chiedere all’Atalanta che, dopo tre partecipazioni alla Champions, ha mancato anche l’ultimo passaggio che le avrebbe consentito di misurarsi in un torneo continentale.

Bravo Italiano, dunque, e tutti i suoi calciatori. Se penso che l’allenatore, l’estate scorsa, venne strappato allo Spezia per sostituire Gattuso, promessosi al Tottenham, mi viene da fare pensosa riflessione: sarebbe riuscito Rino ad arrivare così in alto? E, magari, non è stata una fortuna quello strappo che Gattuso impose alla Fiorentina dopo il fallimento di Napoli?Difficilmente, secondo me, qualcuno avrebbe saputo far meglio di Italiano e, perciò, il giubilo, sempre scanzonato, che ha accompagnato l’impresa è più che legittimo. Italiano, ovviamente, non ha mai fatto le coppe europee, ma sono sicuro che, nella prossima stagione, saprà regalare ai tifosi della Fiorentina e a se stesso molte soddisfazioni.

Tutte quelle che sono mancate alla Juve durante un intero campionato e che non si sono appalesate nemmeno nell’ultima partita. Francamente non so cosa intendesse, alla vigilia, Allegri, quando ha parlato di divertimento. Il solo a divertirsi è stato il popolo viola, i pochi juventini, invece, hanno masticato amaro. Arriveranno pure Pogba e Di Maria, forse perfino Perisic, magari un altro attaccante per sostituire Morata o Dybala o entrambi, ma se non cambia il modo di giocare, la Juve resterà sempre una squadra di seconda schiera. Certo capace di risalire le gerarchie in campionato, ma comunque povera e smunta in campo internazionale. Ieri sera, come se non bastasse la mediocrità degli interpreti e di chi li mette in campo, si sono aggiunte le indisponibilità di Arthur, Morata, De Sciglio, Cuadrado, cosicché la squadra, già infiacchita dalle presenze forzate di Dybala e Bernardeschi, alla loro ultima apparizione in maglia bianconera, ha offerto una delle prestazioni più desolanti della stagione. Con l’aggravante di due gialli, a Kean e a Rabiot, da scontare alla prima del prossimo campionato. La bella notizia, per gli juventini, è che staranno fuori e, forse, non combineranno guai. La brutta è che, visto che uno piace ad Allegri (Rabiot) e l’altro non ha uno straccio di offerta (Kean) resteranno ancora in organico.

Di fronte ad una Juve imbarazzante, la Fiorentina ha fatto la partita, palleggiato a proprio piacimento, tenuto palla per gli interi novanta minuti e segnati due gol, uno alla fine del primo tempo, l’altro allo scadere del secondo, che hanno fissato il risultato e definito la bontà della stagione. Due salvataggi (De Ligt e Chiellini) su tiri di Bonaventura, poi la capitolazione (45’) al culmine di una mischia selvaggia dalla quale è emerso un pallone per Duncan, abile a trovare, da dentro l’area, l’angolo alla sinistra di Perin. Con Rugani e Pinsoglio al posto del capitano e del portiere della Juve, la squadra di Allegri ha continuato a pasticciare senza costrutto per l’intero secondo tempo, battuta in rapidità, velocità e recupero dei palloni da una Fiorentina, almeno tre spanne superiore. Solo per caso il raddoppio è arrivato al 90’ passato. Bonucci, superato in dribbling dal neo entrato Torreira (aveva preso il posto di Duncan), lo ha atterrato in area e l’arbitro Chiffi ha assegnato il rigore. Dagli undici metri si è presentato Nico Gonzalez che ha trasformato.

Apoteosi al Franchi. Il settimo posto non regala gloria, ma di sicuro una grande occasione.

 

 

FIORENTINA-JUVE 2-0, IL TABELLINO

Fiorentina-Juventus 2-0 (primo tempo 1-0)

 

Marcatori: 45’+1 p.t. Duncan (F), 90’+2 rig. Nico Gonzalez (F)

 

Assist: 45’+1 Bonaventura (F)

 

FIORENTINA (4-3-3): Terracciano; Biraghi, Igor, Milenkovic, Venuti (17’ s.t. Odriozola), Bonaventura, Amrabat, Duncan (40’ s.t. Torreira); Nico Gonzalez, Piatek (40’ s.t. Cabral), Saponara (25’ s.t. Ikonè). All.: Italiano.

 

JUVENTUS (3-5-2): Perin (1’ s.t. Pinsoglio), De Ligt, Bonucci, Chiellini (1’ s.t Rugani), Bernardeschi (15’s.t. Akè), Locatelli, Miretti (31’ s.t Mckennie), Rabiot, Alex Sandro, Dybala, Kean (31’ s.t. Vlahovic). All.: Allegri.

 

Arbitro: Chiffi di Padova

 

Ammoniti: 44’ p.t Kean (J), 45’ p.t. Igor (F), 11’ s.t. Rabiot (J), 25’ s.t. Amrabat (F), 39’ s.t. De Ligt (J)

 



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