Inter batte Juventus 4-2 all’Olimpico di Roma in finale di Coppa Italia. Decide la doppietta di Perisic nei tempi supplementari: le pagelle della gara.

JUVENTUS – A cura di Marco Conterio

Perin 6 Non ha nessuna colpa sui quattro gol dell’Inter, di cui due rigori. Non fa miracoli ma non può certo portar la croce per una prestazione comunque autorevole nonostante il poker subito.

Danilo 5.5 Perisic è in una forma tale che qualsiasi terzino al mondo avrebbe difficoltà nel fermarlo. Sfortunato: dopo quarantuno di gara va ko e Allegri azzarda subito una Juve d’attacco. (dal 41′ Morata 5.5 Sul diagonale di Alex Sandro il tocco c’è, forse sì, forse no. C’era, lì, ma poi è stato inghiottito dalla gara e non è riuscito ad accendere la partita.)

De Ligt 5 Il voto più difficile. Perché gioca benissimo su Lautaro, frenandone ogni idea. Il contatto sul Toro in occasione del primo rigore è dubbio, quello su De Vrij di troppa foga. Decisivo al contrario.

Chiellini 6.5 L’ultimo giro di valzer di una delle più importanti bandiere del calcio nostrano è una delle gare più chielliniane possibili: corpo a corpo ruvido, anni settanta, contro Dzeko. E nel suo terreno di caccia, sente l’odore della preda e s’esalta. Poi s’arrende al tempo. (dall’85’ Arthur 5.5 La Juve torna allo schema più classico dopo il suo ingresso in campo. Non pervenuto nel vivo del gioco)

Alex Sandro 6 Senza Dumfries, l’Inter ha meno motore sulla fascia eppure parte contratto: poi decide di aprire il gas e il mancino con cui segna il gol del pari è un gesto di coraggio. (dal 91′ Pellegrini 5.5 L’Inter prende personalità da quelle parti e non riesce mai a entrare in partita nel modo giusto)

Cuadrado 5 L’approccio caraibico con cui si fa saltare da Barella è un invito a nozze per segnare. Meglio da terzino con licenza d’offendere: lì s’esalta anche se poi l’Inter cresce e smette d’attaccare e va in calando nel finale

Zakaria 5.5 Una gara normale. Fatta di tanto lavoro oscuro e coperture, anche se all’inizio rischia di sprofondare coi suoi compagni. Non ha le pile cariche al massimo, Allegri lo toglie (dal 67′ Locatelli 5 Entra per dare ordine e geometrie, per provare a dare gestione in un momento in cui l’Inter alza giro e baricentro. Non ci riesce al meglio)

Rabiot 5 Meno motore e mano cavalli rispetto alle ultime galoppate. Il centrocampo dell’Inter è un Palio duro da vincere, così si mette dietro di rincorsa e non esagera mai. Il compitino, però, poco altro.

Bernardeschi 5.5 S’addormenta in uscita e Barella ringrazia. La partita è un discreto crescendo anche se l’errore rischia d’essere velenoso. Una fotografia della sua ondivaga avventura juventina da montagne russe. (dal 67′ Bonucci 5.5 La rivoluzione d’attacco allegriana finisce al sessantasettesimo: con lui i bianconeri vanno a tre, pardon, a cinque, rinculando bassi almeno fino al pari Inter. Non dà l’iniezione di personalità sperata)

Dybala 6 E’ una di quelle notti che lo raccontano al meglio. Un primo tempo dove sembra impossibile che non sia il faro della Juventus in futuro. Poi scompare nelle ombre della partita ed esce contrariato nei supplementari. (dal 99′ Kean sv)

Vlahovic 6 Il Dusan furioso esplode due volte: la prima di rabbia, quando Handanovic gli nega il gol. Poi di gioia, nella rete dell’illusoria remuntada. Poi affonda con tutta la Juventus.

All: Massimiliano Allegri 4.5 La Juventus non gioca neppure male ma sbaglia i cambi, le scelte, e perde pure le staffe contro la panchina dell’Inter oltre che un’altra finale. Stagione da zero tituli. Difficile salvarla.

INTER – A cura di Ivan Cardia

Handanovic 6 – Plastico sul gran tiro Vlahovic nel primo tempo, legnoso su quello di Alex Sandro (sporcato da Morata) che vale il pari. La media aritmetica è una sufficienza rotonda.

D’Ambrosio 5 – Preferito a Bastoni e anche a Dimarco, seppure sulla fascia opposto, alza bandiera bianca su Vlahovic in occasione del 2-1. (Dal 63′ Dimarco 7 – Entra e sfiora il gol. Forse c’era da scegliere lui, considerato che anche a livello difensivo non soffre. Ed è uno di quelli che cambia la partita. Dal 115′ Bastoni s.v.)

De Vrij 7 – Alla fine, porta a casa la pagnotta. Tiene botta su Vlahovic e non è poco, in una stagione non sempre a cento all’ora. Si conquista anche il rigore vittoria, cosa chiedere di più?

Skriniar 7 – Ne avesse tre, senza nulla togliere agli altri, Inzaghi dormirebbe sonni sereni. Chiude a destra e a manca, passando da un lato all’altro senza problemi.

Darmian 5 – Spinge poco, la sortita migliore s’infrange sulla bella parata di Perin. E soprattutto tiene in gioco Vlahovic nell’azione porta al 2-1. Saluta la contesa all’ora di gioco. (Dal 63′ Dumfries 6,5- Altra spinta, altra verve. E, tutto sommato, anche altra fase difensiva).

Barella 7 – Pronti via, mette a sedere Cuadrado e tira fuori dal cilindro il gioiello che vale il vantaggio. Non resta su quei livelli per tutta la partita, ma si dice anima e cuore: lui lo è, per l’Inter.

Brozovic 6 – Non nella sua serata migliore. Perde qualche pallone di troppo e rischia anche grosso quando allontana il pallone dopo subito aver rimediato il primo giallo per trattenuta su Dybala. Nervoso anche nel finale. Poi, per carità, se c’è lui in campo l’Inter alla fine sorride e questo è un dato di fatto.

Calhanoglu 6,5 – Tra i migliori anche prima di regalare all’Olimpico l’extra-time con un rigore calciato alla perfezione. Fin lì, non sogni ma solide realtà e qualche volo pindarico dalla distanza. (Dal 90′ Vidal 6 – Di lotta e di governo, senza essere decisivo come chi sostituisce).

Perisic 8 – Il vero campione in campo questa sera: non solo per la doppietta ma anche. Nei tempi regolamentari, la cosa da segnalare è uno slalom speciale che manda Danilo a terra. Nei supplementari, si prende la squadra sulle spalle e le regala un trofeo. Da rinnovare, domani, anche se le sue parole fanno capire quanto sia difficile che accada davvero.

Dzeko 5 – Gli tocca il delicato compito di provare a rovinare la last dance del miglior difensore italiano degli ultimi 15 anni. Pesca il biglietto “ritenta, sarai più fortunato”. (Dal 63′ Correa 7 – Entra e l’Inter diventa un’altra cosa. Più fresco e più pimpante: si sapeva, ma è una buona notizia per Inzaghi).

Lautaro 6,5 – Se questa serata doveva servire per mettere nello stesso campo, uno di fronte all’altro, lui e Dybala per poi scegliere l’attaccante argentino del futuro dell’Inter, perde il duello diretto e non di poco. Riscatta una prova in controtendenza rispetto alle ultime uscite col rigore conquistato – di mestiere, ma si vive e vince anche di questo – nel finale dei tempi regolamentari. Esce imbronciato. (Dal 90′ Sanchez 6 – Eroe a San Siro, comparsa all’Olimpico. Comunque promosso).

Inzaghi 8 – Se Allegri sbaglia i cambi, lui li indovina tutti e si prende la Coppa Italia. Batte ancora il collega, vince il secondo titolo da allenatore nerazzurro. Come a dire: si può sbagliare in partenza, ma c’è sempre tempo per vincere. Anche in campionato? Si vedrà, intanto costruisce un nuovo, bellissimo, ricordo, in uno stadio che per lui sarà sempre e comunque diverso.

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