Era destino che Lautaro Martinez mettesse fine a questa oscura parentesi – quantomeno in Serie A, non fosse per il rigore in Supercoppa contro la Juventus – proprio con quella Salernitana a cui aveva segnato l’ultima volta in campionato. La notte del Toro di fronte all’ultima in classifica era una di quelle che aspettavano in tanti, in primis lui. Troppe parole, troppe critiche ingiuste.

Doveva essere la sua notte e così è stato. ‘Lauti’ inizia la partita col sangue agli occhi, letteralmente indemoniato. Colpisce una volta, due e poi anche tre. La sua seconda tripletta in Serie A dopo quella di gennaio 2021 al Crotone, sempre al Meazza. Un hat-trick che sa tanto di nuova rinascita per l’argentino, fuori dai giochi per otto partite. Un’enormità.

Una traversa che aveva già fatto capire cosa sarebbe accaduto. L’abbraccio a Inzaghi per ripagarlo della fiducia, delle parole al momento giusto, sempre. L’abbraccio a San Siro che non ha mai smesso di cantare il suo nome. 10 tiri di cui 5 nella cornice protetta da Sepe, gli occhi sempre piantati lì anche quando difendeva. Lo scudetto dei nerazzurri passerà tanto da lui. E lui, Lautaro, è tornato a fare rumore.

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