Il caso è ufficialmente aperto. Pierre-Emerick Aubameyang è stato privato della fascia di capitano dell’Arsenal ed è stato sospeso a tempo indeterminato. Una situazione deflagrata nel giro di pochissimi giorni e che potrebbe avere importanti ripercussioni anche sul calciomercato. Il nazionale gabonese è il calciatore meglio pagato della rosa dei Gunners coi suoi 15 milioni di euro a stagione e vedrà scadere il suo contratto nell’estate 2023. Nel giugno dell’anno prossimo gli anni sulla carta d’identità saranno 33 e il club londinese è chiamato a fare delle valutazioni attente in vista del futuro.

PROTOCOLLO VIOLATO – L’esplosione della grana Aubemayang ha agitato molto l’opinione pubblica, che rileva come l’Arsenal abbia avuto tanti problemi coi suoi capitani in epoca recente – da Gallas a Xhaka passando per Fabregas e Mertesacker – e come, a differenza di altre società, la tendenza a rendere pubbliche alcune situazioni di malessere interne allo spogliatoio sia più spiccata. Dietro il provvedimento punitivo adottato nei confronti dell’ex giocatore del Borussia Dortmund si nascondono alcune situazioni poco chiare in merito all’applicazione del protocollo anti-Covid, che sarebbe stato violato dopo un viaggio in Francia (autorizzato) per fare visita alla madre malata. Aubameyang si è sottoposto ad un tampone prima di ripartire per l’Inghilterra per potersi ripresentare puntuale all’allenamento di giovedì scorso; peccato che le nuove norme stabilite dalla Football Association impongano un periodo di quarantena e un nuovo tampone negativo per uscire prima di riprendere la normale attività agonistica, per quei tesserati che abbiano sostenuto un viaggio all’estero e abbiano poi fatto rientro in Gran Bretagna.

MOMENTO NO – Per questo tipo di negligenza si è visto negare la possibilità di tornare a lavorare coi compagni e di prendere parte al match di Premier dello scorso week-end, ma la stampa inglese è convinta che ci sia dell’altro. Un rapporto non più così idilliaco con Arteta, che pure nel 2020 era stato il principale sponsor del suo ultimo rinnovo di contratto e una serie di comportamenti fuori dal campo non propriamente ineccepibili, tra cui diversi ritardi. L’ultima sarebbe stata dunque la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e portato l’allenatore dell’Arsenal ad adottare un provvedimento così pesante nei confronti di Aubameyang. Una situazione non semplice da gestire a livello mediatico – l’ex assistente di Guardiola al City non ha voluto fornire ulteriori spiegazioni nella conferenza stampa odierna – e che si inserisce in un periodo delicato per il giocatore, che è stato protagonista di una prima metà di stagione (4 reti in 14 partite) ben al di sotto dei suoi standard. Anche questo entrerà nelle valutazioni sul suo futuro, ma l’esclusione a tempo indeterminato e la sottrazione della fascia da capitano suonano già come due indizi molto chiari.



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