La linea verde del Toro è stata tracciata, a gennaio la rosa è stata decisamente svecchiata. E’ stata questa la strategia adottata dal presidente Urbano Cairo e dal direttore tecnico Davide Vagnati, i quali hanno cercato il più possibile di avvicinarsi alle idee di Ivan Juric dopo le tensioni nate la scorsa estate. Anche sul piano delle cessioni sono stati piazzati tanti esuberi, ma sono rimaste due pedine che non hanno mai davvero convinto l’allenatore durante l’intero girone d’andata.

Le entrate: colpo Ricci e rilancio Pellegri, oltre a Seck
Come ultimo colpo dell’ultimo giorno, ecco Demba Seck dalla Spal: il senegalese era entrato nei radar già ad inizio sessione, ieri l’affondo decisivo. Al club di Ferrara sono andati circa quattro milioni di euro per l’acquisto a titolo definitivo, l’attaccante è sbarcato a Torino nel pomeriggio e, prima della firma sul contratto, ha svolto le visite mediche al Centro di Medicina dello Sport. Una freccia in più nell’arco di Ivan Juric, con il classe 2001 che in stagione ha già collezionato 19 presenze stagionali (18 in serie B, una in coppa Italia) e un gol segnato all’attivo. Seck comincerà adesso la scuola Juric, con il tecnico croato che ha dimostrato anche al Toro di saperci fare con i giovani. Il vero e proprio colpo, però, è rappresentato da Ricci, prelevato dall’Empoli e del quale si parla benissimo: è l’innesto di qualità che tanto invocava l’allenatore, ora in mezzo al campo ci sono diverse alternative e tutte di prospettiva. Pellegri è andato a rinforzare un reparto avanzato diventato particolarmente affollata, sfortunatissima l’operazione Fares: dopo pochi giorni dal suo approdo in granata, il crack al legamento crociato.

Le uscite: via la vecchia guardia, due cessioni rimaste in canna
Sono due le mancate cessioni di giocatori chiaramente ai margini del progetto Juric. “Non ci sono offerte concrete” diceva Vagnati nella mattinata di ieri a proposito di Zaza, alla fine l’attaccante è rimasto. Niente Lazio o Cadice, la punta di Policoro è il quarto terminale offensivo dopo Sanabria, Pellegri e Belotti. Anche Izzo, al gong delle trattative, non ha trovato una nuova sistemazione. Tra Cagliari e Salernitana, i due club che lo hanno cercato con maggiore insistenza, non l’ha spuntata nessuno, e il napoletano continuerà a vestire il granata. A differenza di Zaza, però, Izzo potrebbe servire a Juric: si era cercato Gatti perché mancava un interprete in difesa, ora il classe 1992 punta al rilancio. Ma parte nettamente dietro nelle gerarchie a Djidji prima e a Zima poi, ci sarà da sudare per ritrovare il posto nel terzetto arretrato. Hanno detto addio anche Baselli e Rincon, rappresentanti della vecchia guardia ormai superata con la gestione del tecnico croato, ed è stato ceduto pure Verdi, l’acquisto più caro di tutta la gestione Cairo. Nessuna sistemazione nemmeno per Linetty, altro profilo che ora dovrà essere gestito da Juric.

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