Il giornalista Paolo Condò, sulle colonne de La Repubblica, ha analizzato la situazione delMilan dopo la sconfitta contro lo Spezia. Questi alcuni estratti di ciò che ha scritto: “Marco Serra ha commesso ieri sera uno di quegli errori che segnano le carriere. […] Serra […] ha convertito il gol di Messias in un calcio di punizione assai più innocuo, e il contropiede trasformato da Gyasi sulla sirena ha completato la frittata. Eh già, tutto ciò è successo fra il 92’ e il 96’, quando […] uno sbaglio anche piccolo diventa letale. Hai voglia a dire che il Milan non ha giocato la migliore delle sue partite, cosa indiscutibile: l’aveva comunque portata a casa, come deve fare chiunque ambisca a vincere lo scudetto, e il fischio di Serra non è un banale rigore sì-rigore no come se ne vedono a decine. È un errore tecnico del quale lui stesso si è scusato, in campo e più tardi negli spogliatoi […]. La sconfitta con lo Spezia […] inchioda il Milan ferito alla necessità di fare sei punti nei prossimi due turni di campionato, contro la Juve […] e contro l’Inter per riaprire il discorso scudetto. […] il Milan può comunque contare su uno dei talenti più cristallini dell’intera Serie A: Rafael Leao. Pioli […] è chiamato a dargli ancora maggiore centralità, psicologica prima che tattica, perché questo è il momento in cui le crisalidi si trasformano in farfalle. Il momento della responsabilità. Il primo pensiero della squadra è rivolto sempre a Ibrahimovic, […] ma è lo stesso Ibra […] a cercare sempre di coinvolgere il portoghese. La stella fissa, quella che non si cambia nemmeno se sembra stanca, ormai è lui”.

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