Quanto a fedeltà e ottimismo i tifosi juventini non sono davvero secondi a nessuno. Non è un momento facile per la Juventus, in campo e fuori, ma loro ci sono. Indipendentemente da come si chiuderà l’inchiesta su bilanci e plusvalenze, si sono tutti compattati a fianco della società, e l’hashtag lanciato sui social #iostoconlaJuve e utilizzato da migliaia di utenti ne è l’atto tangibile. Come ha detto Luciano Moggi “è impossibile che la Juventus abbia falsificato i propri bilanci” perché è consapevole dei rischi, e la maggioranza degli juventini la pensa uguale.

Però la paura circola lo stesso all’interno della tifoseria, complice il gran baccano alimentato dai media su questa storia, quasi come se avessero scoperto solo oggi l’utilizzo delle plusvalenze da parte dei club. Sembra sempre che quelle fatte dagli altri profumino di gelsomino, mentre quelle della Juventus olezzino di sterco, di marcio, di malaffare e crimine finanziario. Perché, spiegano, nelle ipotesi dell’accusa ci sarebbe pure quella di “falso in bilancio”, e questo peggiorerebbe la posizione.

Peccato però che quell’identica ipotesi di reato la sollevò, nel 2018, anche il sostituto procuratore milanese Giordano Baggio nei confronti di Inter e Milan, in merito a dei trasferimenti a prezzi gonfiati di un paio di giovani giocatori avvenuta tra il Genoa e i due club meneghini, coi quali sarebbero stati aggiustati i conti fino al 2017, ricorrendo appunto alle plusvalenze. Un‘inchiesta che non sappiamo come finì perché nessuna testata ne diede più notizia, eppure c’erano stati avvisi di garanzia e accuse pesanti. Come stavolta.

L’attenzione resta invece costante sull’inchiesta Prisma che coinvolge Madama, e non passa giorno senza un aggiornamento. Perché, come sempre, dal Tribunale di Milano esce di tutto, in spregio a quel segreto istruttorio che – in teoria – dovrebbe tutelare gli indagati, e nei confronti dei quali dovrebbe prevalere la presunzione di innocenza fino a prova contraria, e sempre se verrà trovata. Non come la “carta su Ronaldo”, argomento di ciancia da alcune settimane, causa un’intercettazione che non avrebbe dovuto essere divulgata. Una carta che, forse, non esiste nemmeno.

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Un clima da Mani Pulite che, ovviamente, preoccupa, e nemmeno poco, la tifoseria bianconera, oltre ovviamente tutto l’ambiente Juve. Tant’è vero che in questo periodo non c’è spazio per pensieri di mercato, non si trova nemmeno il tempo (e, forse, neanche la pecunia) per rinnovare il contratto a Dybala.

Detto ciò, se nelle operazioni contabili della Juventus dovesse essere dimostrato del dolo, la condanna sarà inevitabile, ma questo lo si potrà sapere solo ad inchiesta chiusa, orientativamente non prima di febbraio 2022.

Mancano due mesi e l’ambiente è già parecchio mefitico. Lo diventerà ancora di più non appena sarà la Procura federale ad occuparsi del caso, avendo già ricevuto da Milano gli atti dell’inchiesta. Il presidente Gravina assicura non verranno fatti processi sommari, visti i precedenti non c’è da fidarsi. Già la decisione presa dalla FIGC di non far più disputare all’Allianz Stadium la semifinale play-off per le qualificazioni mondiali della Nazionale, temendo uno stadio ostile in caso di eventuale condanna sportiva della Juventus, non promette nulla di buono.

Oltre alla quarta ondata del Covid, sta riprendendo a montare l’onda giustizialista del “sentimento popolare” anti Juve. #iostoconlaJuventus, sperando vada davvero tutto bene.

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