Buon compleanno Pro Vercelli. L’11 luglio 1892 nasceva ufficialmente uno dei club più antichi d’Italia, oltreché carichi di gloria e trionfi. In realtà la Società Ginnastica Pro Vercelli aveva iniziato già l’attività dal 1887 ma proprio l’11 fu affiliata alla Federazione Ginnastica d’Italia entrando quindi con tutti i crismi tra i club italiani. Presidente e fondatore il professor Domenico Luppi, un insegnante di Mirandola (centro a pochi chilometri da Modena città che riporta a uno degli ultimi grandi trionfi della Pro) grande appassionato di ginnastica che, appunto decise di creare una società. Dunque della pro (inizialmente con la “p” minuscola dal latino a favore, a vantaggio di Vercelli) faceva parte la solo la sezione ginnastica anche se, dopo poco l’unione sportiva si allargò comprendendo anche la scherma con il Club Schermistico Vercellese presieduto da Luigi Bozino che sarebbe poi diventatato un’icona e un simbolo della Pro Vercelli oltreché considerato un esempio per tutti i dirigenti. Negli anni successivi la “famiglia” della Pro si ampliò con altre discipline atletica, podismo, tiro a segno, tamburello; quindi nel 1903 ecco l’ingresso di uno nuovo sport che stava iniziando a emergere: il foot-ball arrivato dall’Inghilterra ma subito in grado di catturare l’attenzione di tanti appassionati. Soprattutto giovani. Per Vercelli il colpo di fulmine arrivò grazie a Marcello Bertinetti che a Torino iniziò a seguire quello “strano” (per molti) sport in cui 22 giocatori inseguivano un pallone. Il mito della Pro inizia il 3 agosto del 1903 con i primi incontri sul campo della Fiera (piazza Mazzini) anche se l’affiliazione ufficiale alla Pro è del 20 settembre. La maglia o maglia la casacca era bianca perché facilmente reperibile dai calciatori della “prima ora” (anche se, agli albori, in alcuni incontri, la Pro giocò con la maglia bianconera, omaggio alla Juve di cui Bertinetti era tifoso, nonché anche calciatore nella seconda squadra)  La Pro iniziò la marcia verso la gloria con un il leggendario torneo di Casteggio (pochi chilometri raggiunti in bicicletta dopo rocambolesche avventura) nel quale i bianchi misero paura al Milan. Nel 1908 la Pro promossa, vinse il primo titolo di campione d’Italia, ripetendosi poi nel 1909 e dopo la “finale beffa” con l’Inter con altre tre “scudetti” consecutivi. La Pro è stata la prima squadra italiana ad aver formato un “blocco” alla Nazionale dando 9 undicesimi agli azzurri il 1° maggio 1913 a Torino con la vittoria 1-0 sul Belgio. Ed è stato anche il primo club italiano protagonista di un tour in Sud America (nell’estate del 1914). Dopo la guerra gli altri due scudetti nel ’21 e ’22. Sempre con Bozino al timone che sarà anche presidente della Figc e vice presidente della Fifa. Elencare i campioni della Pro sarebbe impossibile: dai leggendari Ara, Milano, Leone dei primi scudetti a Rampini e capitan Ardissone degli ultimi titoli. E poi Viri Rosetta campione del mondo nel 1934 (anche se all’epoca era già passato alla Juve), Silvio Piola il bomber per antonomasia del calcio italiano che vinse il mondiale nel ’38 assieme all’altro vercellese Pietro Ferraris. Quindi Eusebio Castigliano, perito con il Grande Torino a Superga. Giovanni Pirovano, campione d’Italia con la Fiorentina assieme al vercellese Ugo Ferrante che non giocò però mai con la Pro (così come qualche anno più tardi Vittorio Mero). E ancora il bomber Paolo Tonelli, cannoniere di quella Pro che grazie alla monetina ritornò in C nel ’71, Paolo Sollier, Giovanni Gino, Marco Weffort e Alessandro Provenzano, Walter Mirabelli per arrivare in tempi recenti agli “eroi del 10 giugno 2012” quando dopo 65 anni la Pro fece ritorno in serie B, fino all’ultimo torneo di C che ha visto la Pro a lungo al comando della classifica arrivare sino alla fase nazionale dei playoff. Da quel lontano 11 luglio 1892 sono passati quasi 140 anni eppure la stella della Pro continua brillare nel firmamento del calcio e dello sport internazionale. 

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