72% di possesso palla per la banda di Gasperini, 17 tiri totali a 8 per i nerazzurri, 648 passaggi di casa contro i 270 degli ospiti. Ma la Dea ha fatto anche di più, regalando 4 gol alla Lupa, che in realtà due reti le ha segnate grazie al valente Cristante, vero protagonista nel riaprire i giochi e riaccendere la sfida. Sul 2-2 al 68’, una super rimonta orobica con lo zampino dell’ex ancora innamorato che avrebbe steso moralmente la Roma, non vi dirò certo io come sarebbe andata a finire. Chissà…Intanto Palomino non tocca la sfera del gol di Zapata-Cristante, Bryanair riesce ad avventarsi sul pallone senza alcun ostacolo, non è certo colpa dell’argentino se poi inserisce sul navigatore ‘destinazione rete’, e soprattutto, da regolamento la decisione spettava all’arbitro, che aveva convalidato il pari. Ma c’è sempre un momento in cui l’Atalanta inizia a dar fastidio, non solo ad Agnelli e Lupa, e la mattina del 18 dicembre era davvero troppo la distanza tra Bergamo e Roma.
 
NON AMMUSSO- Tornando al calcio giocato, gli unici a salvarsi ieri tra i bergamaschi, con sufficienze risicate, sono Freuler, Muriel e Pezzella (che sorpresa!), si avvicina Malinovskyi con quel corner contestato. Ma nella colonna delle insufficienze, iniziano a pesare gli errori di Musso. Il portiere pagato 20 milioni dall’Atalanta, che ha deciso di dire addio al valente Gollini, non esce mai dalla sua porta, anche quando deve, non mura mai sul suo palo, fatica con i piedi. Almeno metà dei gol incassati ieri sono farina del suo sacco, e questa insicurezza va a influenzare il trio in retroguardia. Palomino è lento, Toloi confuso, Djimsiti mai dove deve essere. Sembrava migliorata nei clean-sheet e nella tenuta dietro, ma ieri il pesante poker ha danneggiato, di molto, la classifica: 38 reti fatte, 24 subìte.
 
BUGO SE NE VA, BOGA ARRIVA- Davanti invece serve fantasia, vivacità, coraggio e intraprendenza. Serve Boga, quella figura nuova, quell’ala sinistra che rompe le linee e attacca dove non ti aspetti. Perché con 6 tiri nello specchio in 90’, ti aspetti di fare ben più di un autogol. Mancano 15 giorni e i contratti, dopo che i contatti sono già ben avviati, potranno cominciare ad essere depositati. C’è troppa proliferazione in certi ruoli (Malinovskyi, Ilicic, Miranchuk), e un vuoto da colmare in altri. Ma il mercato serve a questo, e la Dea è pronta a mettervi mano per costruire un’altra squadra da Champions. L’Europa League, la prossima stagione, cercherà di lasciarla alla Roma, ancora troppo lontana dalla dimensione Champions per gioco, maturità e classifica.



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